Poetry Box Cube – Holoperformance Biennale di Asti 2022

Poetry Box Cube - Holoperformance Biennale di Asti 2022

La prima performance “Poetry box” si è svolta nella città di Varese durante l’evento “Voci per voi” nel 2021, per approdare nella sua seconda edizione con il nome di “Poetry box 2 (Al quadrato)” presso la Biennale Internazionale di Asti nel 2022. All’interno dell’Asti Art Gallery ha trovato la sua dimensione diventando una vera e propria installazione artistica. In tutto il 2022 la Box si è trasformata in un vero e proprio simbolo di “Libertà”, i numerosissimi visitatori della Biennale che in questo anno si sono avvicendati hanno imparato ad apprezzare l’opera e interagire con essa, a volte lasciando un messaggio con un pennarello indelebile su di essa , altre inserendolo all’interno della box stessa. L’atto d’amore che Papa con il suo corpo ha realizzato e Barcelo con la sua voce ha sublimato è diventato oggetto tangibile e materia fisica. Da queste ultime considerazioni nasce la terza e ufficialmente ultima della serie di performance “Poetry Box”.

 

Dopo l’esperienza della prima “Holoperformance” dal titolo “Regeneration” svoltasi durante la “Biennale Amedeo Modigliani” di Venezia, Filippo Papa e Joan Josep Barcelo vogliono unire la tecnica olografica alla “Poetry Box”. Nasce cosi la “Poetry Box Cube” Holoperformance, scegliendo fortemente ancora una volta Asti per rappresentarla perché lì si sentono come a casa.

 

Troviamo già dal nome rimandi molto importanti dell’opera:

 

• Sarà la terza edizione da questo “Cube” che rappresenta la dicitura “Al cubo”.

 

• Un forte rimando alla geometrica del “Cubo” che è la forma stessa della box.

 

• Il cubo al cubo, il cubo dentro un’altro cubo, quello che vedremo grazie alla tecnologia olografica

 

• Una Poetry box dentro la Poetry box rappresenta “la liberazione dell’energia positiva” già rappresentano in precedenza con l’azione fisica di Papa.Questa volta il corpo reale di Papa diventerà olografico e l’energia dell’amore espressa con il suo corpo fisico diventa rappresentazione metafisica fatta di geometria, colori, luce e energia.

 

Infatti Papa questa volta non sarà fisicamente all’interno della poetry box ma apparirà il suo corpo nudo e verrà rappresentata la sua energia positiva. Dal reale, al surreale, dalla materia alla matefisica, “Poetry box Cubed” diventa l’evoluzione delle precedenti arrivando all’incastro perfetto fra sentimento e tecnologia, fisicità e sogno. Ma non sarà solo questo Joan Josep Barcelo e Filippo Papa saranno presenti fisicamente e si uniranno idealmente alla “Poetry box” in una gestualità che possiamo definire rituale. Mentre Barcelo declamerà le parole di “Platone” scriverà sul torso nudo di Papa che indosserà una camicia aperta con colori oleografici che rimanderanno a quelli all’interno della “Doppia box”. Un progetto complesso e ambizioso che si fa promotore di una visone cross mediale che unisce nuove tecnologie, poesia e performance.

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Filippo Papa Photography on show in South Korea

FILIPPO PAPA PHOTOGRAPHY ON SHOW IN SOUTH KOREA

Filippo Papa artista eclettico e versatile esprime la sua arte attraverso fotografia, performance, videoarte, installazioni e anche poesia. Trova la massima espressione nelle sue opere “Fotografiche” non a caso uno dei suoi lavori inediti è stato scelto per essere esposto durante il “Busan International Art Festival” che si svolgerà dal 5 al 20 dicembre all’interno di un importante istituzione culturale la “Tongmyong University “di Busan in South Korea.

 

L’opera inedita scelta per l’esposizione in Asia ha il titolo “Neodiagonal” ed è uno degli ultimi lavori realizzati dall’artista nel 2022. Il titolo è un neologismo, come spesso l’artista usa fare e si ricollega volutamente alla ricerca di una sua precedente opera dal titolo “Diagonal”, come se fosse una sua evoluzione. La ricerca fotografica di Papa si è sempre espressa rappresentando l’architettura per esaltare l’essenza primigenia delle forme.

 

La filosofia degli scatti è caratterizzata dal contatto col divino e la ricerca dell’anima delle forme, attraverso l’estrema sintetizzazione ottenuta anche grazie al bianco e nero, ai suoi forti contrasti è ad inquadrature inusuali. Tra luci ed ombre l’architettura reale fotografata ritorna all’origine un vivido disegno geometrico. Dal critico d’arte Roberto Portinari, uno dei curatori della prima edizione della “Biennale Internazionale di Asti” la sua fotografia viene definita”metafisica” dove la forma ritorna forma oltre lo stesso soggetto.

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Signs Performance Art & Poetry – Tunisia

SIGNS PERFORMANCE ART & POETRY - TUNISIA

“Se piccola è l’anima di una persona, minuscolo sarà anche il suo sogno, allora non si stancherà, né patirà; ma chi ha grandi ambizioni, sarà accolto dalla vita con la ferocia da leone.”

Abu l-Qasim al-Shabbi

 

La nuova Perfomance Art & Poetry di Filippo Papa e Joan Josep Barcelo ha come titolo “Signs” (Segni). Protagoniste indiscusse saranno la cultura Araba e quella Tunisina con l’omaggio ad uno dei suoi massimi poeti Abu l-Qasim al-Shabbi. Papa e Barcelo saranno ospiti del 42° Festival internazionale di Poesia della città di Tozeur, un’oasi naturale e di cultura che ha da sempre ispirato artisti di ogni genere fra i quali il cantautore Franco Battiato, siciliano come Filippo Papa. Papa e Barcelo arriveranno nella città tunisina per portare una performance che definiscono “intima” dove l’amore e il rispetto per il “Segno poetico” saranno rappresentati attraverso una vigorosa gestualità e una sensibilità del linguaggio. La performance si svolgerà con un sottofondo musicale, Filippo Papa arriverà al centro della sala con accanto Joan Barcelo, ad adornare il performer Italiano vi saranno accessori e oggetti fra cui un libro di Abu l-Qasim al-Shabbi.

 

Il poeta nel 1933 compose la sua poesia più celebre “La volontà di vivere”, i cui versi, per decenni, fino alle recenti rivolte della “Primavera Araba” (2011-2012), sono divenuti il “grido di battaglia” dei giovani dell’intero mondo arabo. Un messaggio di forza e passione che attraverso questa perfomance Papa e Barcelo prendono ad esempio per lanciare un messaggio di libertà assoluta. In un atto d’amore, passione e forza interiore Papa strapperà le pagine del libro per portare verso di sé i fogli fatti di carta e inchiostro con i “segni” in lingua araba mentre Joan Josep Barcelo completerà l’atto declamando i versi del sommo poeta Tunisino, lasciando spazio a sorprese linguistiche e stilistiche.

 

L’atto performativo “gestuale” di Papa e “poetico-corale” di Barcelo ha lo scopo di permettere all’osservatore di cambiare punto di vista e leggere il sentimento immortale che sta dietro un verso poetico. Quando si scrive una poesia si dona un pensiero intimo al mondo. Segni sarà una perfomance “emozionale” dove la cultura Europea e quella Araba si incontrano fra le mani di Papa, la voce di Barcelo e l’eterno ricordo di Abu l-Qasim al-Shabbi. Un’opera artistica che inoltre diventa ponte fra culture, racconto di amore per la cultura e l’arte nelle sue forme più sublimi. All’interno di un festival importante con il patrocinio del governo Tunisino e del Ministero della Cultura la perfomance”Signs” segna un punto cardine nell’espressione artistica di Papa e Barcelo che saranno anche ospiti come poeti all’interno della manifestazione.

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Desnudo Filippo Papa Holoperformance

Desnudo Filippo Papa Holoperformance

“Non è solo corpo ma anima, forza e cultura.”

Filippo Papa

 

Desnudo è la nuova performance art dell’artista Filippo Papa dopo il grande successo di “Regeneration” svoltasi presso la Biennale Amedeo Modigliani di Venezia realizzata con Joan Josep Barcelo e aver ricevuto il “Premio Alto Merito Arte Performativa” dalla giuria del Premio “Le nove Muse”. Questa nuova performance fa parte dei concetti ideati e promossi da Papa e Barcelo: l’Holoperformance con la smaterializzazione del corpo attraverso l’olografia e l’utilizzo della tecnica dello “Skin Collage”. Papa sarà ospite dell’evento internazionale “III Edició Canal´Art 2022” con il patrocinio del Comune di Santanyí, Maiorca, Spagna all’interno dello studio d’arte “Estudi Garrit”.

 

La filosofia del progetto parte da un accurato studio effettuato da Papa dell’arte performativa, del nudo artistico fino a concentrarsi su un’opera specifica” La Maja desnuda” uno dei quadri più conosciuti di Francisco Goya realizzato nel 1800 circa. Si tratta di un ritratto rivoluzionario dove per la prima volta il corpo nudo viene rappresentato senza alcun riferimento mitologico che ne giustificasse la nudità. La sua importanza, quindi, non è solo dovuta alla tecnica di realizzazione pittorica ma anche al primato storico simbolico che riveste in quanto Maja Desnuda è ritratta in atteggiamento seduttivo con le mani incrociate dietro alla testa, lo sguardo diretto e provocatorio, non ha paura di farsi vedere è una donna sicura di sé.

 

L’intenzione di Papa è complessa e ambivalente, impersonificando “il Filippo desnudo” vuole portare l’attenzione verso l’importanza del nudo artistico e dell’arte senza censura, una missione che va avanti da anni con il progetto “Naxed”, per rafforzare questo concetto saranno esposte anche tre opere di nudo artistico foto/performative del progetto “In the room” presentato già in Spagna. Inoltre, vuole lanciare un messaggio di fluidità di genere per educare alla visione della figura di un nudo artistico maschile che ancora al giorno d’oggi è ritenuta insolita. La nudità fa parte del nostro essere umani, il corpo nudo sia maschile che femminile è universale, come la sua bellezza. L’artista Papa si mette a nudo su di un sofà nella stessa posa della “Maya desnuda”, in posa emula il mettersi in mostra dietro ad uno schermo come sui social. La nudità del suo corpo sarà vista contemporaneamente sia nella realtà che frammentata, smaterializzata attraverso la proiezione di un video olografico.

 

Durante la performance Papa si applicherà sul corpo la parola “NUDO” in 12 lingue utilizzando la tecnica che ha ideato dello “Skin Collage” per rimarcare ancor di più il suo messaggio imprimendolo sulla sua pelle che sarà “vestita” di nudità. Il performer rielabora in una nuova chiave di lettura la Maya Desnuda di Goya che ancora oggi fa discutere. In “Desnudo” troviamo l’unione fra storia dell’arte, atto performativo e tecnologia contemporanea. Un lavoro attento nello stile inconfondibile che Papa ha abituato a farci vedere.

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Omniscient & Regeneration 3

Dopo il grande successo della prima presentazione a Venezia all’interno della “Biennale Amedeo Modigliani”, ritorna “Omniscient” mostra fotografica dell’artista Filippo Papa e poesie inedite di Joan Josep Barcelo Durante il vernissage ci sarà la terza edizione dell’Holoperformace “Regeneration 3”. L’evento sarà ospitato dalla galleria d’arte “Catania Art Gallery” diretta dall’Avv. Salvo Torrisi.


“La magnificenza universale, forza onnisciente di forme ancestrali”

Filippo Papa


“il cerchio diventa un meraviglioso simbolo di continuità e perfezione

anima e immortalità nell’essere interiore chiaro e potente

luce e oscurità su un orizzonte illimitato”

Joan Josep Barcelo


Il progetto “Omniscient” nasce da una serie di numerosi studi, riflessioni ed esperienze che Papa porta alla luce grazie all’importantissima collaborazione con il poeta Joan Josep Barcelo. Attraverso l’esposizione di 12 opere fotografiche d’architettura, cardine della ricerca di Papa e delle inedite poesie di Barcelo realizzate appositamente per ogni singolo scatto, si mira ad andare oltre i concetti classici sia nell’arte della fotografia che nel linguaggio poetico. Il termine “Onniscienza” deriva dal latino omnia, aggiunto a sciens, ed è generalmente utilizzato per indicare una prerogativa strettamente divina, in quanto le religioni: ebraica, cristiana e musulmana ritengono che solo Dio possa essere a conoscenza di tutto ciò che esiste e avviene nel Creato.


L’Onniscienza è usata anche come strumento nella narrativa: chi narra un romanzo o un racconto, il cosiddetto «narratore onnisciente», analizza ed espone i fatti in maniera generalmente oggettiva. Un narratore viene definito onnisciente quando ha “focalizzazione zero”. L’Onniscienza è anche un concetto della letteratura, il poeta narra in terza persona oppure impersonale un mondo che ci rivela intuizioni, ambientazioni, personaggi, dove il poeta è quindi onnisciente, conosce alla perfezione situazioni del presente, passato e futuro simultaneamente, dentro e fuori dal tempo umano, un’idea del caos e della casualità al livello di un Universo costituito dallo spaziotempo, cioè dalle tre dimensioni spaziali che persistono assieme al tempo. La raffigurazione visiva e simbolica del cerchio sarà presente in ogni scatto. Essa da sempre ispira la poetica di Papa associata al “divino”, “l’occhio Onniveggente” e “Onnisciente”.


Gli elementi architettonici fotografati da Filippo Papa sono le principali figure circolari caratteristiche presenti all’interno di luoghi sacri e non solo come cupole e rosoni raffigurate dall’interno del luogo da vari punti di vista, principalmente dal basso verso l’alto. Tali elementi sono volti a rappresentare “l’anima” dell’architettura e il contatto col “divino” dal concreto fino all’astrazione. Nonostante gli elementi raffigurati siano diversi per stile, provenienza ed epoca, essi diventano altro, coesistono in una realtà alternativa dove la materia diventa trasfigurazione della forma.  L’unione delle forme universali rimanda all’universo.


La simbologia dell’occhio Onniscente inoltre rappresenta l’occhio di Dio protettore dell’umanità (la divina provvidenza), l’amore e la sapienza. È espresso iconograficamente come un occhio circondato da raggi di luce solitamente inscritto in un triangolo. La scrittura delle poesie nasce dal frutto di un’estrema collaborazione tra il visivo e ciò che la letteratura può esprimere nelle sue radici concettuali più profonde. Un’indagine sul lavoro artistico in fotografia e sul lavoro esaustivo d’integrazione della concettualità teologica dell’umano e del divino, della geometria e dello spazio, delle ombre e delle luci. Ogni fotografia è già una poesia in sé, è la manifestazione della bellezza dell’immagine, della creazione dell’artista. A sua volta, ciascuna delle poesie, strettamente e intimamente legate a ogni opera, sono una connessione alchemica e quantistica tra l’arte della parola e l’arte dell’immagine.


Inoltre, dopo il successo delle prime due edizioni una a Venezia presso la fondazione Amedeo Modigliani e l’altra durante il festival internazionale Cittadella Art Parade, Papa e Barcelo presenteranno “Holoperformance” “Regeneration 3”. Una performance innovativa che si dimostra in continuità con le ricerche del passato come nuova frontiera dell’arte multidisciplinare e multimediale contemporanea.

Il catalogo della mostra è una vera e propria pubblicazione editoriale edita dalla “Edizioni Setteponti” volume della collana di “Poesia e arte visiva”.Con la prefazione del Prof. Paolo Giansiracusa storico e critico d’arte e la postfazione del Prof. Michele Lasala storico e critico d’arte.Nella prima parte troviamo le dodici opere di Omniscient accompagnate delle 12 poesie di Barcelo.Nella seconda parte un omaggio ai dieci anni di carriera dell’artista Filippo Papa con la pubblicazione di dieci opere una per ogni anno di carriera sempre accompagnate delle poesie inedite per poeta Barcelo.

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Regeneration 2

"Regeneration 2" Holoperformance Art & Poetry

Dopo il grande successo della prima edizione presentata alla “Biennale Amedeo Modigliani ” a Venezia, ritorna in una seconda edizione “REGENERATION 2” l’innovativa prima “Holperformance” dove l’artista Filippo Papa in un atto di rigenerazione ha unto il suo corpo nudo spalmandolo con i colori primari ma non solo, attraverso la tecnologia olografica si è vista la smaterializzazione olografica. I versi inediti del poeta Joan Josep Barcelo hanno echeggiato per tutta la durata dell’atto performativo. Filippo Papa e Joan Josep Barcelo creano un nuovo modo di fare arte coniando il neologismo “Holoperformance”, l’unione tra arte performativa, tecnologia olografica e poesia.


Quest’opera innovativa ritorna il 3 settembre 2022 dopo essere stata selezionata dall’organizzazione dell’evento internazionale “Cittadella Art Parade – Fluxus 60th-Tributo a Francesco Conz”. Cittadella Art Parade vuole regalare alla città e al pubblico qualcosa di nuovo ed innovativo e proporsi negli anni come fucina di idee, catalizzatore e produttore di cultura d’eccellenza. Cittadella Art Parade sarà un ponte culturale tra passato, presente e futuro. Per questa prima edizione gli organizzatori vogliono rendere omaggio al movimento artistico Fluxus in occasione del 60° anniversario dalla nascita e al cittadellese Francesco Conz  (Cittadella 1935-Verona 2010). Infatti, non tutti sanno che Conz è stato, promotore, editore e collezionista di opere Fluxus e delle neo-avanguardie internazionali tra i più importanti al mondo.


Per l’occasione sarà proiettato il film “Conz. L’ultimo collezionista” del regista Roberto Delvoi e verrà creato un percorso dove immagini e testi inediti racconteranno la storia umana ed artistica del grande editore e collezionista cittadellese. Proprio prima della proiezione del film “Conz. L’ultimo collezionista” Papa e Barcelo presenteranno “Regeneration 2” dove anima e corpo si fonderanno in un’unica performance che ha già segnato l’inizio di una nuova visione che fa da ponte tra arte visiva, letteratura e nuove tecnologie innovative. Visto questo riconoscimento “Regeneration 2” è una performance corporea, poetica e olografica omaggio all’ispirazione artistica globale che va verso il futuro. Si dimostra in continuità con le ricerche del passato come nuova frontiera dell’arte multidisciplinare e multimediale contemporanea.


Protagonisti Il corpo vivo e olografico di Papa e la presenza sonora e olografica di Barcelo.  L’arte si fonde con la parola. Il colore si smaterializza attraverso la tecnologia olografica e torna materia con la fisicità del corpo. Il filo conduttore è una rappresentazione originale di sentimenti positivi, il rigenerarsi, l’amarsi e tornare all’essenzialità delle forme dal bianco e nero al colore e viceversa. Lasciare solo l’anima nuda visibile agli occhi di chi ha visto dal vivo questo evento. Va dato atto a Joan Josep Barcelo e Filippo Papa di aver creato una nuova dimensione dell’arte tra sogno e realtà

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Achille foto/performance

Filippo Papa, realizza un nuovo atto performativo immortalato attraverso autoscatti che successivamente sono stati post-prodotti per alterare la realtà della performance avvenuta conferendo al fruitore la percezione di una nuova dimensione visiva.

Il corpo dell’artista è ancora una volta protagonista dell’opera, volto alla rivisitazione contemporanea della mitologia greca focalizzata, in questo caso, a rappresentare la simbologia del “tallone d’Achille”.

 

Achille, è il titolo della nuova opera di Papa.

Egli è uno dei personaggi più famosi della mitologia greca e dell’Iliade che secondo la leggenda nacque dall’unione tra il mortale Peleo re della Tessaglia, e la ninfa Teti.

La ninfa, che desiderava rendere suo figlio totalmente immortale, decise di immergere tre volte il bambino nel fiume infernale chiamato Stige che aveva il potere di rendere invulnerabile qualsiasi essere vivente. Il bagno ebbe effetti sorprendenti, ma Achille, che non era stato immerso completamente, fu vittima di una distrazione.

Sua madre Teti, infatti, sorreggendolo dal tallone, lasciò fuori dal fiume quella parte del corpo, di fatto l’unico punto debole di suo figlio.

 

Diverse sono le raffigurazioni dell’eroe:

durante il periodo arcaico, Achille è rappresentato come un guerriero armato e con la barba, in età classica si presenta come un giovane dallo sguardo limpido mentre in epoca ellenistica ha i capelli sciolti e il carattere impetuoso.

La sua figura inoltre è presente in diverse opere d’arte, come quelle esposte al Palazzo di Achilleion nell’isola di Corfù a Gastouri (Grecia).

È citato inoltre nella Divina Commedia da Dante Alighieri.

 

La rappresentazione di Papa è intima, erotica, virile e assolutamente inedita.

Durante l’atto performativo Papa sdraiato protende gambe e piedi verso l’alto contraendoli e spingendoli nello spazio con una gestualità che si farà sempre più intensa.

 

Una danza fluttuante ma allo stesso decisa.

 

La forza del corpo ha la capacità di dilatarsi in un movimento che diventa rituale trasfigurato e cristallizzato nel tempo attraverso degli autoscatti con inquadrature introspettive dove Papa si ritrae solo gambe e piedi.

 

La prospettiva distorta dal basso verso l’alto dell’atto disorienta e crea nel fruitore una sensazione di straniamento portandolo a farsi delle domande sulla natura profonda della performance, sulla sua durata e su tutto ciò che era visibile nel reale e adesso e parziale e frammentato.

 

Unico spettatore reale della performance è l’artista stesso che in un momento intimo si connette e si estrania dal mondo cercando di avvicinarsi al divino, impersonando il mito di Achille concentrandosi sul suo punto debole per omaggiarlo nella sua parte più fragile e umana.

 

La rappresentazione di Papa è intima, erotica, virile e assolutamente inedita.

 

Papa in post-produzione elimina il colore ed evidenzia il suo “tallone destro” con un elemento grafico rosso. Questo elemento valorizza il tallone concentrando l’attenzione dello spettatore su una parte del corpo che simbolicamente rappresenta la parte più debole del corpo maschile.

 

L’utilizzo del colore rosso contraddistingue i progetti performativi di Papa che sapientemente rielabora sempre in diverse chiavi di lettura. Nella sua semplicità questo progetto racconta una storia atemporale dove passato e presente si fondono, il mito si fa carne e ossa concedendo al pubblico una visione solo parziale.

 

Desiderio, curiosità, erotismo e fragilità si fondono in una serie di fotografie uniche, suggestive che si aggiungono alla collezione di progetti performativi e foto-performativi dell’artista la cui ricerca sperimenta sempre un dualismo tra la forza del corpo – nei progetti Khaos ed Eros – contrapposta a quella dello spirito –  nei progetti In the room, Paura del nulla e l’Oblio di Narciso.

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Le poesie delle muse

"Le Poesie delle Muse"
Performance Art & Poetry

Dopo il grande successo dell’holoperformance “Regeneration” Filippo Papa e Joan Josep Barcelo ritornano a Venezia ospiti del Premio Intercontinentale di letteratura “Le nove muse”, dove presenteranno un nuovo progetto performativo, poetico esclusivo dal titolo “Le poesie delle Muse”. Inoltre, riceveranno entrambi due premi speciale da parte della giuria. 


Joan Josep Barcelo riceverà un importante premio alla carriera mentre Filippo Papa riceverà un alto riconoscimento per il suo impegno e valore nell’arte performativa. La performance “Le poesie delle muse” è un omaggio alle nove muse che il performer Filippo Papa e il poeta Joan Josep Barcelo hanno deciso di realizzare in maniera esclusiva e specifica per il premio che li ospiterà. Filippo Papa e Joan Josep Barcelo dopo aver creato un nuovo modo di fare arte coniando il neologismo “Holoperformance” ovvero l’unione tra arte performativa, tecnologia olografica e poesia, tornano alle origini, infatti, come nella loro prima performance realizzata  “Poetry box” utilizzeranno solo corpo e poesia senza olografia.


 Il corpo seminudo di Papa sarà ancora una volta protagonista e strumento, un canale espressivo che l’artista utilizzerà assieme ad una nuova tecnica mai sperimentata fino ad ora, quella che l’autore definisce coniando un nome inedito ” Skin Collage”. Papa applicherà dei fogli trasparenti contenenti delle illustrazioni che ritraggono le nove muse e le poesie inedite di Barcelo realizzate Adoc sul suo corpo. Un atto profondo e intimo che rappresenta una forte consapevolezza da parte di Papa dell’espressione del corpo e di tutto quello che è il mondo materico dell’arte e delle sue tecniche. Joan maestro della parola , stampa i suoi versi che diventato la seconda pelle di Papa.


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Libro Omniscient

Filippo Papa "Omniscient"
poesie di Joan Josep Barcelo

Filippo Papa Omniscient poesie di Joan Josep Barcelo, editore Setteponti.

 

Filippo Papa e Joan Josep i Barceló viaggiano all’unisono sui sentieri curvilinei dell’universo. Adottano la stessa sintesi e amano la musicalità del silenzio. L’uno cattura immagini che spingono lo sguardo verso l’Empireo, l’altro “riedifica nel soffitto del cielo a ogni battito del cuore”. 

 

Si direbbe che la loro poetica è tutta costruita ammirando l’infinito che sovrasta la nostra presenza. Entrambi guardano verso l’alto come a cercare una traiettoria che spinga l’anima verso il luogo in cui tutto è destinato a convergere. A tal proposito Barcelo tesse versi leggeri come l’aria, ardenti come il fuoco, e ci ricorda il destino di ognuno nel “chiedere solo di morire nel ventre della cupola”. Paolo Giansiracusa

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Regeneration

"Regeneration" Holoperformance Art & Poetry

Si è svolta sabato 30 Aprile per ben due volte l’innovativa performance “Regeneration” la prima “Holoperformance” dove l’artista Filippo Papa in un atto di rigenerazione ha unto il suo corpo nudo spalmandolo con i colori primari ma non solo, attraverso la tecnologia olografica si è vista la smaterializzazione della materia. I versi inediti del poeta Joan Josep Barcelo hanno echeggiato nella sala per tutta la durata dell’atto performativo. Filippo Papa e Joan Josep Barcelo hanno creato un nuovo modo di fare arte coniando il neologismo “Holoperformance”, l’unione tra arte performativa, tecnologia olografica e poesia. Il corpo di Papa dal reale si è smaterializzato in ologramma e la voce di Barcelo si è materializzata in parole e volto olografico. Un sodalizio straordinario quello fra Barcelo e Papa consolidato da alcuni anni.


Anima e corpo si fondono in un’unica performance che segna l’inizio di una nuova visione che fa da ponte tra arte visiva, letteratura e nuove tecnologie innovative.  “Regeneration” è una performance corporea, poetica e olografica omaggio all’ispirazione artistica globale che va verso il futuro. Papa e Barcelo ospiti della Biennale Amedeo Modigliani, a cura di Marc Art per la Fondazione Amedeo Modigliani hanno dato vita per due volte ad una performance coinvolgente che ha fatto emozionare il numeroso pubblico nella bellissima città di Venezia.


Il corpo seminudo di Papa è stato la presenza fisica mentre ai suoi piedi sono apparsemani, braccia e altre parti del suo corpo. l’unione della materia con i colori primari Rosso, giallo e blu e un’esplosione di colori fatti di particelle olografiche. Papa come in un rituale di rigenerazione ha spalmato sul suo corpo con una gestualità sempre più intensa i colori che a poco a poco si sono uniti e fusi. Molteplici linguaggi utilizzati in questo atto artistico: da una reinterpretazione della body art al rinnovamento della concezione dell’arte performativa meno provocatoria e più emozionale fino all’innovativa inclusione della letteratura. A queste arti si unisce la contemporaneità tecnologica olografica ultima frontiera della “digital art“ Evento esclusivo, emozionante e suggestivo. 


L’arte si fonde con la parola. Il colore si smaterializza attraverso la tecnologia olografica e torna materia con la fisicità del corpo. Un cerchio di avvenimenti ancora più evocativo essendo all’interno della mostra di architettura “Omniscient”. Il filo conduttore è una rappresentazione originale di sentimenti positivi, il rigenerarsi, l’amarsi e tornare all’essenzialità delle forme dal bianco e nero al colore e viceversa. Lasciare solo l’anima nuda visibile agli occhi di chi ha visto dal vivo questo evento. Va dato atto a  Joan Josep Barcelo e Filippo Papa di aver creato una nuova dimensione dell’arte tra sogno e realtà.


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