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08/10/2018, 13:24

arte, mostra personale, fotografia



Filippo-Papa-presenta-la-mostra-personale-di-fotografia--"Aqua"
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 La mostra FILIPPO PAPA ACQUA a cura di Aurelia Nicolosi, nasce da un’approfondita ricerca volta alla realizzazione di un progetto specifico da parte dell’artista Filippo Papa, fotografo e grafico, diplomatosi alla specialistica con il massimo dei vot



Lamostra FILIPPO PAPA ACQUA a cura diAurelia Nicolosi, nasce da un’approfondita ricerca volta alla realizzazionedi un progetto specifico da parte dell’artista Filippo Papa, fotografo egrafico, diplomatosi alla specialistica con il massimo dei voti in Graphic Design,presso l’Accademia di Belle Arti di Catania nel 2016. Papa ha all’attivo 10mostre personali e svariate mostre collettive, premi, riconoscimenti epubblicazioni. A tal proposito è importante segnalare che nel 2014 e nel 2016 isuoi scatti sono stati pubblicati nel programma televisivo di RAI 3, "TgrMediterraneo". Nell’agire dell’artista spicca la massima attenzione alla"progettazione", sin dagli albori della sua ricerca poetica Papa intercettaquelle che saranno le sue tre "Anime"; l’uomo, la natura e la spiritualità,elementi primigeni che diventano il corpuse l’anima dell’artista. Questo progetto è frutto di un’accurata analisi, cheFilippo Papa inizia nel 2010, legata allo studio attraverso la fotografia diquello che è l’elemento primigenio per eccellenza: l’acqua, dell’interventodella luce su di essa, del chiaro scuro e dei forti contrasti, inoltre delrapporto fra l’essere umano e questo elemento della natura. 
Papa dice:
"L’acquaelemento primigenio, fluido di vita emblema dell’uomo"

L’evento ècostituito dall’esposizione di 8 opere fotografiche inedite dedicate all’acquao come la chiama Papa aqua nome originariodall’ etimologia latina. Il messaggio che si vuole comunicare in primis è il ritornoalla natura e alla sua salvaguardia. La mostra è organizzata in collaborazionecon la Galleria d’arte KōArt:unconventional place di Aurelia Nicolosi ed è unevento collaterale delle Giornate FAI d’Autunno 2018. Tema di quest’anno proprio l’acqua eil suo valore da tutelare. 

Testo critico
Aqua, denominazione latina per indicarel’elemento da cui ogni cosa, ogni fenomeno, ogni processo ha inizio: l’universosecondo il mito, le terre emerse secondo la geologia, il feto umano e animalesecondo la biologia. Eraclito, filosofo greco, adotta l’immagine di un fiumeper raccontare l’universale fluire dell’esistenza: «panta rei», tutto scorrenella vita, tutto passa. Ed in effetti noi che siamo fatti di acqua, viviamo inessa, con essa, per essa e le opere fotografiche di Filippo Papa ne sono unalirica attestazione. Dal mare che per i Greci simboleggia la nascita (si pensia Talete per il quale l’acqua è l’ARCHÈ, l’elemento primordiale, origine ditutte le cose, e a cui tutto vi fa ritorno), al fiume dalla valenza sacra (Mosèè trasportato dalle acque del Nilo per guidare il popolo d’Israele verso laTerra Promessa; Cristo giunge a nuova vita con il Battesimo nel Giordano; gliindù s’immergono nel Gange per purificarsi dai peccati e affrancarsi dal ciclodi vita e morte), alla sorgente persiana contenente acqua di vita. Nell’Islam lapreghiera richiede di detergere sempre collo, faccia, braccia fino al gomito,gambe fino al ginocchio, perché Dio ama i «belli». Nel Buddismo l’immacolatofiore di Loto sboccia dalle acque fangose dello stagno e nel Tao cinese «labontà suprema è come l’acqua. La ’bontà’ dell’acqua consiste nel fatto che essareca profitto ai diecimila esseri senza lottare. Essa resta nel posto (il piùbasso) che ogni uomo detesta. Ecco perché è molto vicina alla via [...]».L’acqua, quindi, èvista dall’autore nella sua funzione purificatrice, corporea e morale: è sololei ad essere ritratta in tutta la sua bellezza, in tutto il suo vigore e lasua irruenza. La linfa preziosa che condiziona fortemente e inesorabilmente lapresenza/assenza dell’uomo nel paesaggio: amica, come pioggia che lava, comefontana che disseta e decora, come bagno termale che regala benessere, enemica, come forza violenta che si ribella all’uomo e alle sue iniquità, morte,come il fiume Stige attraverso cui Caronte traghetta le anime dei defunti. Acqua che non è maicheta e placida ma zampilla, gorgoglia, frantuma, scroscia, irrompe, s’infrangein un perenne dialogo con il Pianeta come a voler ricordare al genere umano chesenza di lei non c’è futuro, senza di lei non c’è energia, senza di lei non c’èdemocrazia. Filippo Papa ’si riflette’ in essa e catarticamente vi s’immergeper trarne ispirazione. Come in un inconscio collettivo, dove amore, ira,paura, gioia fluiscono incessantemente determinando l’essere e la vita che neconsegue. 
                                                                                                                                        Aurelia Nicolosi

Ingresso: A contributo libero 



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