"ACHILLE" FOTO/PERFORMANCE

Filippo Papa, realizza un nuovo atto performativo immortalato attraverso autoscatti che successivamente sono stati post-prodotti per alterare la realtà della performance avvenuta conferendo al fruitore la percezione di una nuova dimensione visiva.

Il corpo dell’artista è ancora una volta protagonista dell’opera, volto alla rivisitazione contemporanea della mitologia greca focalizzata, in questo caso, a rappresentare la simbologia del “tallone d’Achille”.

 

Achille, è il titolo della nuova opera di Papa.

Egli è uno dei personaggi più famosi della mitologia greca e dell’Iliade che secondo la leggenda nacque dall’unione tra il mortale Peleo re della Tessaglia, e la ninfa Teti.

La ninfa, che desiderava rendere suo figlio totalmente immortale, decise di immergere tre volte il bambino nel fiume infernale chiamato Stige che aveva il potere di rendere invulnerabile qualsiasi essere vivente. Il bagno ebbe effetti sorprendenti, ma Achille, che non era stato immerso completamente, fu vittima di una distrazione.

Sua madre Teti, infatti, sorreggendolo dal tallone, lasciò fuori dal fiume quella parte del corpo, di fatto l’unico punto debole di suo figlio.

 

Diverse sono le raffigurazioni dell’eroe:

durante il periodo arcaico, Achille è rappresentato come un guerriero armato e con la barba, in età classica si presenta come un giovane dallo sguardo limpido mentre in epoca ellenistica ha i capelli sciolti e il carattere impetuoso.

La sua figura inoltre è presente in diverse opere d’arte, come quelle esposte al Palazzo di Achilleion nell’isola di Corfù a Gastouri (Grecia).

È citato inoltre nella Divina Commedia da Dante Alighieri.

 

La rappresentazione di Papa è intima, erotica, virile e assolutamente inedita.

Durante l’atto performativo Papa sdraiato protende gambe e piedi verso l’alto contraendoli e spingendoli nello spazio con una gestualità che si farà sempre più intensa.

 

Una danza fluttuante ma allo stesso decisa.

 

La forza del corpo ha la capacità di dilatarsi in un movimento che diventa rituale trasfigurato e cristallizzato nel tempo attraverso degli autoscatti con inquadrature introspettive dove Papa si ritrae solo gambe e piedi.

 

La prospettiva distorta dal basso verso l’alto dell’atto disorienta e crea nel fruitore una sensazione di straniamento portandolo a farsi delle domande sulla natura profonda della performance, sulla sua durata e su tutto ciò che era visibile nel reale e adesso e parziale e frammentato.

 

Unico spettatore reale della performance è l’artista stesso che in un momento intimo si connette e si estrania dal mondo cercando di avvicinarsi al divino, impersonando il mito di Achille concentrandosi sul suo punto debole per omaggiarlo nella sua parte più fragile e umana.

 

La rappresentazione di Papa è intima, erotica, virile e assolutamente inedita.

 

Papa in post-produzione elimina il colore ed evidenzia il suo “tallone destro” con un elemento grafico rosso. Questo elemento valorizza il tallone concentrando l’attenzione dello spettatore su una parte del corpo che simbolicamente rappresenta la parte più debole del corpo maschile.

 

L’utilizzo del colore rosso contraddistingue i progetti performativi di Papa che sapientemente rielabora sempre in diverse chiavi di lettura. Nella sua semplicità questo progetto racconta una storia atemporale dove passato e presente si fondono, il mito si fa carne e ossa concedendo al pubblico una visione solo parziale.

 

Desiderio, curiosità, erotismo e fragilità si fondono in una serie di fotografie uniche, suggestive che si aggiungono alla collezione di progetti performativi e foto-performativi dell’artista la cui ricerca sperimenta sempre un dualismo tra la forza del corpo – nei progetti Khaos ed Eros – contrapposta a quella dello spirito –  nei progetti In the room, Paura del nulla e l’Oblio di Narciso.

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